La libertà è un gran cosa, ma come tutte le grandi cose bisogna avere un minimo di accuratezza per imparare a gestirle al meglio. Per Lidia la libertà da relazioni e sentimenti si era tradotta in un prontuario di regole da utilizzare all’occorrenza. Così, quando l’universo maschio si era cominciato a riaffacciare al suo orizzonte, non si era fatta trovare impreparata.

Complice forse la leggerezza e l’energia liberate dopo la fine della sua relazione con Alberto, fatto sta che si era trovata ben presto circondata da una folta schiera di corteggiatori, molti dei quali decisamente fuori target.

Non che avesse deciso di muoversi nel mondo rispettando pedissequamente le sue regole, ma visto che ci aveva messo tanto a riappropriarsi della sua serenità, adesso si guardava bene dall’incappare in uomini che potessero infelicitarle di nuovo la vita.

Più o meno le regole che si era data erano le seguenti.

1. Attenzione agli uomini troppi più grandi di te. Soglia massima consentita: 47 anni

2. Stai lontana da narcisisti e traditori seriali, ma se proprio ti capitano non farti fregare.

3. I metrosexual. Ecco la novità dell’epoca. Uomini votati al culto dell’estetica, maniacali nella cura di se’, quelli che insomma c’hanno meno peli di te. In realtà possono essere molto affascinanti e sensibili, ma se approfondendo trovi il vuoto cosmico, meglio lasciarli perdere.

4. Gli irrisolti. I permalosi. Gli infantili. Il mondo non sarà pieno di uomini-saggi-Buddha in posizione del loto, ma meglio stare alla larga da potenziali psicopatici o uomini con uno sviluppo inferiore alla loro età anagrafica.

Più o meno durante questo anno le erano capitati esemplari appartenenti a tutte le tipologie elencate. Con una forte prevalenza di uomini appartenenti alla tipologia “fuori target dovuto all’età”. Una roba pazzesca. Non le sembrava vero. Non riusciva a capire perché attirasse così tanti uomini più grandi, troppo, più grandi di lei. Alcuni, dotati di buon senso, si erano auto-eliminati, ma altri no, non si davano per vinti e ad un certo punto lei era passata all’attacco. Anzi alla difesa. Con un esemplare di questo tipo la faccenda era andata più o meno così. Tizio conosciuto alla fermata dell’autobus, si parla del più e del meno. Lidia aveva avuto un piccolo giramento di testa. L’escalation era stata la seguente: “Se vuoi posso aiutarti, sono un medico”, “è un po’ che ti ho notata”, “sei molto bella”, mi piacerebbe invitarti a cena qualche volta”. Breve riassunto della faccenda, ma spalmato su vari giorni, in attesa dell’autobus, che a Roma non passa mai e quindi c’è tutto il tempo per tentare un’impresa amorosa. Col passare del tempo il tizio era diventato più insistente, ma più diventava insistente, più Lidia si innervosiva, il suo pensiero fisso era il seguente “perché un uomo che c’ha tutti i capelli bianchi, mentre io non ce n’ho manco uno, arriva a pensare che possa provare interesse per lui e non per i miei coetanei?!” Questo pensiero la rendeva irrequieta. A cui ne seguivano altri “forse sembro più grande”, “forse pensano che ho esaurito le chances con i miei coetanei”, “forse gli ho dato qualche possibilità io?!” Insomma questi pensieri la turbavano e le si ingarbugliavano nella testa. Finché è arrivata al limite, un giovedì pomeriggio, in cui ha incontrato il tizio inaspettatamente davanti al supermercato, lei con le buste della spesa stra cariche, un po’ sfatta e scombinata dalla giornata pesante che aveva passato. “Vuoi una mano, ti vedo in difficoltà”

“Dio Santo ancora tu???!!! (Pensiero rimasto lì e non espresso verbalmente e sostituto da) “Ah ciao, no grazie sono quasi a casa”.

“Dai ti do una mano, non essere così rigida, sai mi sono accorto che sei una persona molto diffidente, quelle come te ci mettono un po’ prima di sciogliersi”

“Rigida, diffidente, sciogliermi, ma che cazzo vuoi” (secondo pensiero rimasto inespresso e sostituito da) “dici? Non credo di essere così”

“Fidati che è così, dammi questa busta.”

“E prenditi sta cacchio di busta tanto fai tutto tu” (terzo pensiero inespresso e sostituito da) “Tieni, grazie” e “lascia qui sono arrivata”.

“Senti ti ho invitata più volte a cena ed eri sempre impegnata, cos’è non ti piaccio, se è così basta dirlo”

E da lì la valanga di pensieri finalmente espressi senza alcuna remora: “senti tu adesso. Quanti anni hai, 55, 60? non so potresti avere l’età di mio padre e questo mi basta per capire che io da te a cena non ci posso venire perché questo creerebbe un grande equivoco. E sai, questo dovrebbe rasserenarti anziché ferire il tuo ego, perché se accettassi di uscire con te, data la mia età, sarei molto probabilmente una squilibrata con un gran conflitto edipico irrisolto, ma per mia gran fortuna non è così”.

“Ammazza oh, c’hai un bel caratterino. Non volevo sembrare inopportuno. Ma ok, apprezzo la tua chiarezza anche se nessuna donna mi aveva mai parlato in questo modo”.

“Mi dispiace, ma è quello che penso. Grazie comunque per avermi portato la busta e per avermi aiutata quel giorno in autobus”

Fine della storia.

E poi c’è stato il turno del narcisista, del metrosexual, del permaloso. In varie quantità e con i tratti mescolati. Ma da tutti aveva imparato qualcosa. Tutti gli avevano insegnato qualcosa su cosa significhi oggi essere una donna con più di 35 anni non accoppiata. Le avevano restituito un trattato sociologico vivente sulla relazione uomo-donna della nostra epoca.

Da cui più o meno aveva tratto le sue conclusioni. Se gli uomini molto più grandi di te pensano di poterti invitare a cena è perché molte donne, prima di te, gli hanno fatto credere che è normale e possibile. Nonostante tutto però, degli uomini “maturi” aveva apprezzato il coraggio e l’avere le idee chiare. Se tu gli piaci non ci girano tanto intorno e vanno dritti al punto. Al contrario dei coetanei, che spesso aspettano di averti su tutti i canali social, prima di invitarti a uscire.

I narcisisti e traditori seriali sono uomini molto deboli, profondamente insicuri e che non hanno il coraggio di amare davvero e mettersi in gioco. Vanno rassicurati e trattatati per quello che sono, guai a fare un investimento emotivo perché in tal caso la fregatura è certa. Siccome sono molto affascinanti vanno presi solo per la scarica emotiva momentanea che ti possono dare, ma finisce lì. Se si incontrano uomini di questo tipo la scampi solo se sei una donna indipendente, hai un alto valore di te stessa e non ti lasci fottere, perché sai con chi hai a che fare e sai che non ti ameranno mai nonostante le tue intenzioni. Sono potenzialmente molto pericolosi per le donne che hanno un vuoto affettivo e per quelle che hanno l’istinto da crocerossina. Lidia, per fortuna, ha sempre pensato che le nevrosi ognuno se le risolve da se’ al massimo l’altro può farti da specchio.

I metrosexual. I metrosexual si sono lasciati prendere troppo la mano dal culto delle apparenze e dall’esaltazione del corpo, al punto che quando fanno sesso si guardano i muscoli e non guardano la donna con cui stanno. Ecco, il corpo va curato, ma non fino al punto da diventare maniacali perché si rischia di perdere il vero contatto col proprio corpo e con quello dell’altro. Ma anche questa è una scelta, su chi si vuole essere e con chi ci si vuole accoppiare. Ad alcune donne possono andare bene. A Lidia no.

E poi ci sono i diversamente sviluppati. Quelli che non maturano e quelli che poi diventano psicopatici. Ecco da questi non c’è da imparare proprio niente, ma solo da starne abbondantemente alla larga.

Insomma Lidia aveva imparato che è bene avere le idee chiare su quello che si vuole e soprattutto su quello che non si vuole. Perché questo permette di avere il lanternino sempre acceso e tirarsi fuori dalle situazioni scomode e potenzialmente pericolose, prima che sia troppo tardi.

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