A distanza di un anno dalla fine della sua relazione con Alberto, Lidia ha cominciato a tirare le somme. È entrata così nel pieno di quel E poi, la fase dopo i 35 anni in cui pensava si sarebbe risolta la sua vita. Ma di risolto e definito nella sua vita, non c’era proprio nulla. Nessun mutuo trentennale sulle spalle, niente bambini da portare a scuola durante la settimana, nessun marito con cui condividere le gioie e i dolori della vita. Questo era ciò che tutti si erano sempre aspettati da lei. Ma ad un certo punto, a 35 anni, aveva deviato la rotta. E al posto di una vita ormai definitiva sappiamo bene che si era trovata, per sua scelta, nel pieno di una ripartenza.

Il lavoro, la sua casa, uno stipendio, gli amici, gli affetti, gli hobby, la creatività, il divertimento, la cura per se stessi e per gli altri. Questi erano i mattoncini su cui Lidia aveva eretto la sua nuova vita e che le avevano permesso, durante quest’anno, di navigare mantenendo la rotta e di resistere alle intemperie della vita.

Accanto a tutta questa roba molto seria ci aveva piazzato cose semiserie come ad esempio l’importanza di avere un armadio ben fornito. L’importanza di potersi muovere liberamente grazie al fatto di possedere una macchina. L’importanza di avere i libri giusti nella libreria e un abbonamento a netflix per le sempre più numerose serate a casa sul divano. L’importanza delle app per le cene a domicilio e al contempo una mappa aggiornatissima dei migliori supermercati bio. E ancora, l’importanza del parrucchiere di fiducia, dell’estetista di fiducia, del tatuatore di tatuaggi all’ henné di fiducia. E soprattutto dei baristi di fiducia, vari e sparsi un po’ per tutto il quartiere Trieste in cui vive, quelli cioè che quando ti avvicini al bancone sanno già che prendi il caffè ristretto al vetro macchiato col latte di soia.

Insomma guardava la sua vita e pensava che in fondo il bilancio di questo anno passato da sola non era affatto negativo, anzi si sentiva sempre più a suo agio in questa vita da post trentacinquenne fuori dagli schemi. E sentiva che per lei, questo anno, era stato assolutamente necessario.

Nessuno può dirle se e quanto durerà, se ad un certo punto il suo percorso, così confortevole, devierà di nuovo verso le scelte tradizionali. Il matrimonio, i figli, il cane al parco e il mutuo.

Perché quando raggiungi quel livello di libertà e autonomia, quando da sola stai bene e la solitudine non ti spaventa, insomma quando superi l’età delle scelte importanti e hai mancato le tappe fondamentali nei tempi giusti e riesci ad accettarlo e farne un punto di forza, allora tutto quello che viene dopo può solo arricchirti e valorizzare quello che già sei. E questa non è necessariamente una verità assoluta, ma lo è sicuramente per Lidia.

Perché solo partendo da quel livello di consapevolezza avrebbe avuto la libertà di scegliere e farsi scegliere.

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