“Osserva queste figure e scegline una”.

“Scelgo la farfalla

“La farfalla? Non c’è la farfalla

“Non c’è la farfalla? E vabbè ho pensato alla farfalla, la prima cosa che mi è venuta in mente, che ridi oh?”

“Rido si, rido…”

“E quindi?”

“No dico interessante che ti sia venuta in mente proprio la farfalla… così dal nulla poi”

“E mo che devo fare?”

“Niente, proprio niente, mo te ne vai a casa e pensi alle farfalle. La prossima volta che ci vediamo mi dici cosa hai imparato”

“E no, prima mi spieghi il gioco”

Ma il gioco non gliel’ha spiegato. E Lidia è tornata a casa e si è messa a pensare alle farfalle e a leggere di tutto sulle farfalle, senza sapere il perché. Il gioco l’ha fatto col suo amico Giulio, che fa il designer e ha la casa tappezzata di illustrazioni di animali. Per lui era stato semplicemente un esperimento di lavoro, ma poi lei aveva dato quella risposta e lui si è messo a giocare.

Di cose interessanti sulle farfalle Lidia ne ha scoperte un bel po’.

Ad esempio. Nel mondo delle farfalle è sempre il maschio a compiere i primi passi per il corteggiamento, i maschi lottano tra loro per il possesso di una femmina o del territorio dove può fermarsi. Le femmine attraversano questi territori ed escono quando trovano il partner scelto. Il corteggiamento è spesso abbinato a spettacolari danze, sia da parte del maschio che da parte della femmina. Di solito l’accoppiamento avviene in volo, a partire dal momento in cui il maschio, rimasto tra l’erba in attesa del passaggio di una femmina, spicca il volo in direzione della compagna prescelta.

Le farfalle migrano, ma compiono quasi sempre viaggi di sola andata, quelle che arrivano alla meta non tornano mai nel paese di origine.

Dalla biologia della farfalla si era poi messa a cercare parole che scrittori e filosofi avevano dedicato alle farfalle. Primo Levi, Nietzsche, Herman Hesse.

Ma la suggestione delle farfalle non nasce solo dai colori e dalla simmetria: vi concorrono motivi più profondi. Non le definiremmo altrettanto belle se non volassero, o se volassero diritte come le api, o se pungessero, o soprattutto se non attraversassero il mistero conturbante della metamorfosi: quest’ultima assume ai nostri occhi il valore di un messaggio mal decifrato, di un simbolo e di un segno.

Primo Levi

 

Osservo con un nuovo sguardo lo svolazzare tranquillo e solitario di una farfalla, sull’alto delle scogliere marine, dove crescono molte belle piante: vola qua e là incurante di vivere la sola vita di un unico giorno, senza badare alla notte che sarà troppo fredda per la sua alata fragilità.

Friedrich Nietzsche

 

La farfalla, è qualcosa di particolare, non è un animale come gli altri, in fondo non è propriamente un animale ma solamente l’ultima, più elevata, festosa e vitalmente importante essenza di un animale. È la forma festosa, nuziale… di quell’animale che… era giacente crisalide e ancor prima affamato bruco. La farfalla non vive per cibarsi e invecchiare, vive solamente per amare e concepire, e per questo è avvolta in un abito mirabile… Tale significato della farfalla è stato avvertito in tutti i tempi e da tutti i popoli… È un emblema sia dell’effimero, sia di ciò che dura in eterno… È un simbolo dell’anima…

Hermann Hesse

 

E dopo una settimana Lidia è tornata da Giulio e gli ha raccontato tutto quello che aveva imparato sulle farfalle.

“Ma tu ti rendi conto che io sono tornata a casa e mi sono veramente messa a leggere un sacco di roba sulle farfalle?”

“Si vede che ti ho smosso qualcosa.”

“Una  semplice curiosità verso questo grazioso animaletto.”

“Ma falla finita. Cosa hai imparato piuttosto?”

“Che sono sempre i maschi farfalla a compiere i primi passi verso il corteggiamento. Che le farfalle, non solo volano, ma danzano anche. Che le farfalle che migrano e quelle che raggiungono la meta non fanno mai ritorno al paese di origine.”

“Questo è ciò che ti è rimasto.”

“Mi è rimasto anche che la farfalla è un simbolo dell’anima, un emblema dell’effimero, ma anche di ciò che vive in eterno. Insomma l’essere farfalla è qualcosa che ti porti dentro. Stamattina mi sono svegliata e c’era una piccola farfalla vicino al mio letto. Tutte queste coincidenze cominciano seriamente a spaventarmi.”

“Beh, le famose sincronicità Junghiane… nulla avviene mai per caso. Dovresti capirle meglio queste farfalle magari ti vogliono dire qualcosa.”

“Cioè?”

“Hesse dice anche che la farfalla vive solamente per amare e concepire”.

“Ma le farfalle non devono portare il pane a casa.”

“Ecco, appunto.  Quello che ti voglio dire è che forse, primo o poi, vorrai farla finita con tutta questa storia della donna indipendente, che non deve chiedere mai niente a nessuno. Ti stancherai di fare l’eroina, che si fa i traslochi da sola e poi va dall’osteopata perché le si è incriccata la schiena. Che si spara 700 km con una smart pur di essere sicura di poter stare per i cavoli suoi. E poi che vuoi la tua indipendenza… che ti piace stare da sola… e tutte le tue menate sull’emancipazione femminile.”

“Noto un certo sarcasmo e una punta di maschilismo. Comunque la smart 700 km li regge alla grande e a fare il trasloco mi hanno aiutata.”

“Certo che ti hanno aiutata, ma tu non hai voluto chiedere niente a nessuno. Forse un giorno ti stancherai di fare la femmina evoluta. Allora andrai oltre e capirai la tua interdipendenza e vorrai riappropriarti del tuo ruolo di femmina farfalla e quindi amare e concepire”.

“Continui a non capire il senso della bellezza delle farfalle. Se un essere umano aiuta la farfalla a uscire dal bozzolo, la farfalla non volerà mai. Solo trovando la forza di liberarsi dall’ultimo legame, questo delicato essere, con un corpo talmente leggero e fragile che il respiro sembra spezzarlo, può volare bello e libero.”

“E questa dove l’hai letta?”

“La ragazza sull’albero. Julia Butterfly Hill”

“Ah si, l’ambientalista.”

“Mi sa che sei tu che non hai capito niente delle farfalle, quelle se la spassano alla grande.”

“Certo che se la spassano, prendono il meglio, danzano e volano, si fanno corteggiare, ma poi scelgono e concepiscono e così assolvono al loro compito biologico per la continuità della specie.”

“Questo discorso, fatto da uno sciupa femmine come te e che scappa appena una tenta di imbrigliarlo, direi che manca di sostanza.”

“Ma io ho coscienza del mio ruolo di maschio, tu dovresti avere coscienza del tuo ruolo di femmina. In quanto tali abbiamo delle responsabilità.”

“Parli di ruoli, ed è esattamente ciò da cui io tento di liberarmi, dovremmo recuperare più la nostra sfera istintuale e ricoprire un ruolo solo nel caso in cui lo sentiamo veramente nostro e non perché ci viene imposto dall’esterno. Stai sicuro che quando io lo sentirò mio me lo prenderò tutto.”

“Lo spero. E poi non è vero che scappo. Le persone come me, come te, che amano la propria solitudine, la propria libertà ci pensano molto bene prima di retrocedere e concedere spazio agli altri. Ma non vorrei che col tempo tu ti facessi prendere troppo la mano insomma. Sarebbe… sarebbe sprecato. Saresti sprecata ecco.”

“Ma guarda che sei tu che ti stai facendo un’idea sbagliata, questi pensieri io li faccio e come, che credi? In ogni caso l’importanza della farfalla non sta nella sua biologia, ma nel simbolo. Mi sa che tu, il tuo giochino non l’hai capito tanto bene. Ciò che la farfalla rappresenta, è ciò che conta. La farfalla è libertà, leggerezza, colore,  piacere, bellezza, natura, profumo, danza. Librarsi nell’aria, posarsi sui fiori e prendere nutrimento. Dovremmo imparare molto dalle farfalle e questo per me è proprio il tempo della farfalla. Tu piuttosto riappropriato del tuo ruolo di maschio corteggiatore e non aspettare che siano le farfalle a svolazzarti dietro, perché, come abbiamo imparato, non è nella loro natura. Il tuo gioco mi sa che è più utile a te che a me”.

Lidia è tornata a casa. La farfalla era ancora lì, immobile, vicino ai quadretti che aveva appeso sul suo nuovo letto. I quadri erano dello stesso colore delle ali di quella piccola farfalla, marroni e arancioni con piccole striature beige, sembrava aver trovato il suo habitat, chissà per quanto tempo ancora la farfalla sarebbe rimasta lì.

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