Dunque, Elisa e Davide si sono conosciuti grazie a un algoritmo. Lui ha digitato la parola “populista” ed è finito sul suo blog, ha lasciato un commento, lei ha risposto, lui pure, lei di nuovo, lui di nuovo, poi ha cominciato a seguirla su facebook, poi su twitter, poi pure su instagram, qualche like, retweet, poi lei gli ha dato il suo numero, tre mesi in chat e sono usciti insieme. Di tempo quindi, prima di conoscersi di persona, ne hanno messo un bel po’.

Ma può anche accadere il contrario. Che da una fugace frequentazione personale si possa poi passare a una frequentazione molto più assidua sui social network. E Elisa può vantare una certa esperienza in entrambi i casi.

C’è stato prima quello dei like. Un tipo che aveva incontrato una sera a un aperitivo di lavoro sulla terrazza dell’altare della patria. Complice forse la location il tipo in questione si era lasciato andare a effusioni amorose, proclamazioni d’affetto e di ammirazione nei confronti di Elisa e di quanto lui fosse alla disperata ricerca di una persona proprio, esattamente, indiscutibilmente come lei. Salvo poi sparire due giorni dopo e manifestarsi solo attraverso i suoi like. Neanche il tempo di postare una foto, una frase, una parola, un articolo (qualsiasi contenuto era di gradimento per il tipo), che lui era già pronto col suo dito all’insù. Dopo due mesi lei gli ha tolto l’accesso a tutti i suoi profili.

C’è stato poi il suo amico cantante che a un certo punto ha cominciato a postare i video e i testi delle sue canzoni con un chiaro riferimento a Elisa e che l’ha condotta pian piano in un vortice di schiavitù tecnologica. Voglio dire, quale donna non si lascerebbe sedurre da uno che ti dice che ha iniziato a scrivere di nuovo canzoni solo grazie a te, che tu sei la sua fonte di ispirazione, che ti spiattella ogni giorno quanto tu sia assolutamente unica e speciale e lo fa addirittura col testo di una canzone? E quindi Elisa si è lasciata irretire in questo gioco perverso in cui si sentiva chiamata in causa ad ogni canzone che il tipo postava su facebook, in una ricerca compulsiva di quella frase che parlasse proprio di lei. Ogni volta però che lei tentava di far uscire il loro rapporto fuori dai confini blindati del virtuale, lui si defilava. E lei ne restava esterrefatta e anche sopraffatta. Come può uno che morbosamente ti dedica il suo tempo e tutta la sua ispirazione non volerti mai vedere, sentire, toccare e rintanarti all’interno di quello spazio illusorio dove in fondo l’altro non esiste se non nelle tue elucubrazioni mentali? Era un sociopatico. Questa la spiegazione che si è data. Tutta questa storia l’aveva logorata, così a un certo punto ha deciso di metterci un punto. L’ha tenuto tra gli amici, ma ha reso invisibili i suoi post.

E dalle relazioni mai consumate passiamo a quelle che è meglio darci un taglio subito. Dall’amico delle medie che l’aveva trovata “incredibilmente cresciuta bene”. Al fidanzato in crisi della sua amica che cercava il suo momento di finta consolazione nelle chat su facebook.  Al primo amore che “ma io non ti ho mai dimenticata”.

Insomma per una come Elisa, con un rapporto in crisi, che ha un blog, una pagina fan e tanti followers è abbastanza facile incappare in queste frequentazioni di nuova generazione. Ma in fondo è ciò che può succedere a tutte le trentacinquenni ancora “sul mercato” che hanno vissuto a cavallo tra il bigliettino nella tasca del grembiule “metti una x se ti vuoi mettere con me,  si o no” e la generazione millenials.

E torniamo, infine, a Davide. L’amante frutto del famoso algoritmo. Perché per lei, in fondo, tutta questa roba non è stata altro che distrazione da lui e dal pensiero di un vero legame con lui. Perché questo avrebbe significato mettere ordine alla sua vite e al complicato rapporto col suo compagno. E i nostri device spesso ci offrono un surrogato alla soluzione dei nostri problemi. Ma, a un certo punto, allo scoccare dei 36 anni senti che forse è il caso di cominciare a mettere un po’ d’ordine, che qualche cazzata te la sei concessa, ma che adesso devi decidere cosa essere e da che parte andare. Questa impellenza per Elisa è arrivata solo il giorno del suo trentaseiesimo compleanno.

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