La settimana in cui Elisa è rimasta a casa da sola le è successo veramente di tutto. Sveglia alle 7.30 come ogni mattina apre la doccia, acqua gelata. La caldaia… pensa. Proprio così. Si mette un po’ a smadonnare imprecando perché, perché è successo proprio il giorno in cui fa un freddo boia e Alberico (il suo compagno) è fuori per lavoro fino al sabato e quel giorno ovviamente è lunedì. Ma poi si arma di pazienza, spirito di iniziativa e libretto di istruzioni, della caldaia, che ovviamente sta sul balcone e lei sta ancora in pigiama calda calda di letto. Si infila le UGG, il piumino, esce, apre lo sportello e si mette a cercare un segnale, simbolo, codice per decifrare il malfunzionamento della caldaia. E10 che sul libretto di istruzioni indica mancato consenso del pressostato idraulico. Insomma la pressione dell’acqua non è sufficiente. Bisogna tirarla su girando una manopolina nera che ovviamente sta nel posto più scomodo che possa esistere. Fortuna ha le dita lunghe e sottili e le unghie corte. Si graffia leggermente l’indice ma riesce a sbloccare la situazione, la caldaia riparte, si complimenta con se stessa, rientra in casa e si infila sotto la doccia tutta contenta e soddisfatta.

Due giorni dopo le si è otturato il lavandino.

Come ha fatto a otturare il lavandino visto che quando si lava i capelli sta sempre attenta a non farceli finire là dentro? Comunque il danno ormai è fatto e bisogna ripararlo. Si alza le maniche del cardigan, si lega i capelli e comincia a fare su e giù con lo sturalavandino e quasi ci prende gusto. 10, 20 volte. Niente, l’intasamento non ne vuole proprio sapere. Si riposa un attimo, il bicipite si fa sentire, uno sforzo disumano per quel muscolo abituato a fare appena un’ora di pilates ogni due settimane. Comunque, né vuole cedere al muscolo dolorante, né arrendersi al Mister Muscolo (che per altro non ha mai in casa) e continua a insistere col su e giù. Rumori e tanti gorgoglii, ma nulla, l’acqua dispettosissima rimane lì. Le viene in mente il principio dei vasi comunicanti che non ricorda affatto cosa sia, lei di fisica non ne sa proprio niente e infatti non c’entra nulla, ma le permette di uscire da quel pantano, in tutti i sensi. Ci prova così dallo scarico della doccia. Comincia di nuovo il su e giù con quell’aggeggio, qualche gorgoglio più insistente e l’acqua finalmente comincia a scendere. Ha sturato il lavandino passando dalla doccia. Quei tubi là sotto devono essere tutti collegati . Il principio degli scarichi comunicanti. Per completare l’opera butta dentro lo scarico un po’ di sale, bicarbonato e acqua bollente seguendo passo passo un video tutorial su youtube. Ha usato il sale rosa dell’himalaya (che spreco, ma vabbé!) in casa lei ha solo quello.

Insomma usando l’euristica e avendo estro a sufficienza una donna a 35 anni può farcela anche contro gli intoppi domestici che un tempo erano appannaggio esclusivo degli uomini. Sta di fatto che Elisa quella settimana si è comprata Fixa, il trapanino a percussioni dell’ikea e si è pure messa a sostituire i pomelli dei pensili della cucina. Scelta tra le 10 puntine in dotazione, svita e avvita nel giro di un’ora e mezza aveva completato l’opera. Presa dall’entusiasmo ha montato pure due mensole che giacevano incelofanate sul pavimento da almeno due mesi. Dritte, simmetriche, perfette. Ha usato persino la livella.

Al rientro a casa Alberico non potè fare a meno di notare il restyling della cucina. Neanche il tempo di chiedersi se a lui sarebbe riuscito fare di meglio che lei già era partita coi racconti della caldaia, dello sturalavandino e del principio dei vasi comunicanti. Mentre Elisa raccontava, lui ha svuotato la valigia e si è messo a fare la lavatrice. Poi si sono spostati in cucina. Che ci mangiamo stasera? Dai tu guardati i tuoi pomelli, preparo qualcosa io. Anche quella sera la cena l’avrebbe preparata lui.

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