La storia di Carolina, l’amica di Lidia che ha da poco scoperto di essere incinta, e del suo casualissimo percorso verso la maternità, meritano un po’ di spazio all’interno di questo blog. Se non altro perché, a differenza delle nostre protagoniste che tutto sommato hanno delle relazioni più o meno stabili, ma che hanno scelto per il momento di non diventare madri, la vita sentimentale di Carolina è sempre stata piuttosto scombinata e il buon senso vorrebbe che, in casi come questo, un minimo di giudizio prevalga su un’apparente dissolutezza.

Carolina è decisamente una bella ragazza, una di quelle che quando camminano per strada tutti si girano a guardarla anche quando indossa tuta e scarpe da ginnastica e ha i capelli in su raccolti in modo casuale. Abita in un bilocale, da sola, in via Sistina, nel centro di Roma, di proprietà dei genitori. Fa la giornalista, in modo più o meno regolare, lavora su partita iva e viaggia molto. Una condizione lavorativa, insomma, che si addice molto poco a una che sta per diventare mamma.

Proviene da una famiglia dell’alta borghesia romana e si può dire con certezza che non le sia mai mancato nulla. I suoi genitori sono persone amorevoli, gentili e tolleranti, come solo una coppa riuscita può esserlo. Due ricchi borghesi un po’ anomali, affascinati dai principi della religione buddista, grandi viaggiatori, un po’ new age ma senza fanatismo. Carolina è cresciuta senza forzature imparando a seguire solo la naturalezza del suo corpo. Da piccola gironzolava nuda per casa e senza scarpe. Mangiava solo quando aveva fame. Per lei e la sua famiglia non era mai stato un obbligo sedersi a tavola in orari prestabiliti.

Tutto ciò ha fatto di lei una persona spontanea che ama la vita in tutte le sue forme.

E la manifestazione di tutto questo si vede soprattutto nella sua vita sentimentale.

Ci sono stati periodi in cui ha avuto due, tre partner contemporaneamente. Ha sempre preferito non lasciarsi imbrigliare in relazioni troppo lunghe. Ha cercato di viverle al massimo e una volta spenta la passione si è lasciata il partner del momento alle spalle. Ha anche vissuto lunghi e soddisfacenti periodi da single, intervallati da qualche rapporto occasionale. La ricerca di un partner non è mai stato un atto voluto, si è sempre e solo aperta a ciò che spontaneamente l’esistenza le ha porto davanti, senza rinunciare a nulla. Per questo il suo stile di vita potrebbe sembrare dissoluto, ma in realtà è solo il frutto del modo spontaneo in cui è cresciuta. Per lei l’amore è un atto libero, scevro da qualsiasi forma di attaccamento. Raramente ha trovato uomini in grado di comprendere un tale livello di consapevolezza. Tanti di loro hanno tentato di rintanare la sua spontaneità nei confini di un classico rapporto uomo donna e per farlo hanno usato gli espedienti tradizionali. La gelosia, il senso di colpa e teatrali esternazioni di sofferenza.

Ma non ci sono mai riusciti.

Da qualche mese si è imbattuta in un affascinante quarantenne. Uno di quei tipi un po’ irrequieti che gli psicologi amano definire narcisisti o traditori seriali. Insomma non proprio il partner ideale, né tantomeno il candidato adatto per farci un bambino. Eppure Carolina è incappata proprio in lui. Si sono conosciuti a lavoro mentre entrambi erano negli Stati Uniti per preparare un servizio sulla vittoria di Trump alle presidenziali americane. Tra loro è scattata subito una passione travolgente, una di quelle che non puoi proprio ignorare, che ti scombussolano il cervello e che ti fanno perdere la lucidità d’agire. Il risultato è stata, appunto, una gravidanza inaspettata, non cercata, non voluta.

Carolina sa bene chi ha di fronte. È stato lui stesso a parlargli del suo passato libertino. E lei, che non è affatto una donna banale, non lo ha mai giudicato né fatto sentire tale. Tantomeno le è mai sfiorato il pensiero che la lieta novella possa cambiarlo e che lei possa in qualche modo avanzare diritti o sentirsi legittimata ad avanzare pretese. È cresciuta con l’idea che le persone vadano accettate per quelle che sono e instillare il cambiamento in qualcuno non fa parte della sua visione del mondo.

Terrà il bambino. Una come lei non potrebbe fare altrimenti. In quella che è la più alta e perfetta manifestazione naturale del corpo di una donna. E lascerà a lui la libertà di scegliere che ruolo giocare nell’intera faccenda.

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