Il modo in cui Elisa ha conosciuto Davide potrebbe sembrare bizzarro ai nostalgici della comunicazione tradizionale, molto meno agli abituali frequentatori della rete. Se un tempo la conoscenza di qualcuno derivava da un incontro diretto, nell’epoca del web 2.0 può essere il frutto di un algoritmo. Così può capitare che nel vasto mondo degli internauti qualcuno riesca ad abbordarti leggendo un articolo sul tuo blog, che cominci a intrufolarsi nello spazio che hai creato nella rete e che a un certo punto cominci decisamente a incuriosirti. La passione di Elisa per la politica l’aveva portata qualche anno prima ad aprirsi un blog e qualche tempo dopo a conoscere Davide.

Trovo che il dibattito pubblico non possa avvilupparsi sul tema dell’antipolitica. Che la penuria di modelli, leader e intellettuali di riferimento non significhi necessariamente fallimento della politica tout court. Che la mancanza di voci credibili, non implichi la mancanza di idee. Da qualunque parte del parlamento la si veda non c’è nessuno all’altezza della situazione o per lo meno non è seduto là dentro. Questo non è un fallimento del concetto di politica, ma semplicemente delle persone che in questo momento la stanno facendo”.

Cosi Elisa e Davide, sconosciuti ma in qualche modo interconnessi, si sono imbattuti l’uno nell’altra. Grazie a questo commento lasciato sotto il post di Elisa dal titolo “Hanno ragione i populisti a voler fare a meno della politica?”

A questo ne sono seguiti altri e altrettante risposte da parte di lei. Dalla scoperta del blog al contatto sui social il passo è stato breve. Si sono ritrovati in poco tempo a scriversi in chat e a virare gli argomenti verso la conoscenza personale. Dopo qualche giorno Elisa sapeva quasi tutto del passato recente di Davide.

Il tempo trascorso in chat, prima di conoscersi di persona, era stato decisamente lungo. Circa tre mesi, durante i quali Elisa non aspettava altro che liberarsi dalle incombenze quotidiane per afferrare il suo smartphone e cominciare a chattare come un’ossessa. A volte si chiudeva in bagno per un’ora per non essere disturbata e nascondersi dal suo ragazzo. Si rendeva conto di essere ormai schiava di quell’ aggeggio, ma non riusciva a farne a meno. Le parole di Davide la affascinavano e la seducevano. Una nuova energia era entrata nella sua vita e lei non voleva rinunciarci, anzi ne voleva sempre di più.

Si sentiva come uscita da un torpore in cui nemmeno lei, fino a quel momento, era cosciente di essere. Quando finalmente avevano cominciato a frequentarsi di persona, dopo diverse settimane passate a chiacchierare sui loro device, lei aveva riscoperto il suo potere seduttivo.

Capita che a volte qualcosa di inaspettato si insinui nella tua vita e ti si metta lì appositamente per scuoterti.  Puoi solo avere l’ardire di andare avanti e capire dove ti vuole portare.

Un pensiero su “L’algoritmo

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