Ogni anno il 24 dicembre Lidia e Alberto partono per raggiungere le rispettive famiglie, nelle rispettive città, e trascorrere con loro le vacanze di Natale.

Questo è solitamente l’unico periodo dell’anno in cui Lidia torna a casa. Si è adattata con pacata rassegnazione all’idea di passare almeno le festività natalizie in famiglia. Un po’ perché viaggiare in quel periodo è caro, un po’ per mantenere un briciolo di legame con le sue origini. Alberto no. Ogni anno promette a se stesso che quello sarà l’ultimo Natale passato a casa dei suoi e che prima o poi finirà come quel suo amico che, stanco di obblighi e doveri, ha tagliato i rapporti con la famiglia. Alla fine però, forse per via di una primordiale forma di attaccamento, torna sempre a casa.

All’inizio della loro relazione Lidia non era ancora a conoscenza della profonda avversione di Alberto verso il Natale, il Natale dai suoi, le festività, le ferie, i ponti. Il primo anno insieme aveva notato che l’umore di Alberto diventava sempre più cupo man mano che si avvicinavano le feste natalizie e lei, ignara delle reali motivazioni, si era convinta che stesse così perché voleva lasciarla. Finirono presto per litigare. Non si parlarono fino al 7 gennaio, quando Lidia rientrò a Roma e trovò a casa Alberto che era rientrato ormai da giorni. Qualche mese dopo quell’umore si ripropose, era ferragosto e Lidia capì definitivamente che non aveva a che fare con lei. Per qualche strana ragione che lei non riusciva a spiegare, lui non era in grado di vivere serenamente il suo tempo libero.

Di anno in anno Lidia era diventata sempre più spigolosa e manifestava apertamente la sua irritazione non appena vedeva cambiare l’umore di Alberto. Si irrigidiva, si chiudeva nel suo mondo in cui cercava leggerezza e lui nel suo, in cui cercava ogni giustificazione per quella sua indisponibilità d’animo. Il traffico, il consumismo, lo spreco di soldi, l’alimentazione eccessiva, il tempo tolto al lavoro. Lidia non provava nemmeno a esibire eventuali controargomentazioni . Si limitava a mostrare disappunto, sebbene in linea di principio, su alcuni di questi argomenti, fosse d’accordo anche lei. Litigavano sempre fino al momento in cui facevano ritorno a casa, la loro quotidianità riassestava gli umori e tutto sembrava magicamente rimettersi a posto.

Per via degli strani umori prefestivi di Alberto, Lidia aveva imparato a trascorrere sempre più spesso le vacanze per conto suo. Non voleva essere partecipe di quello stato emotivo in cui, alla fine, finiva per essere trascinata anche lei. Così partiva da sola o con le amiche. Ma quasi mai con Alberto e mai nelle feste comandate. D’altronde le sue amiche erano quasi sempre a disposizione e con loro si divertiva molto. A Natale lei e Alberto partivano insieme e si separavano all’uscita dell’autostrada, lui tornava dai suoi e lei anche. Si era abituata a questi periodi di separazione concordata e le sembravano così normali che non le sfiorava nemmeno l’idea di doverli, per qualche ragione, mettere in discussione.

E così fino al Natale del suo trentacinquesimo anno, quando accade un evento per lei del tutto inaspettato. Carolina, la sua migliore amica, le annunciò di essere incinta.

E il nostro viaggio a New York, già prenotato e pagato, volo diretto in super offerta? Furono le reali parole che le vennero in mente, ma le tenne per sé e riuscì solo a tirar fuori uno strozzatissimo “Wow!”.

Pensò che quell’evento avrebbe cambiato innanzitutto il rapporto con Carolina. Erano sempre state complici in tema di maternità e molto orgogliose della loro autonomia di pensiero a tale riguardo. Ma era ovvio che adesso la complicità sarebbe venuta meno e Lidia avrebbe dovuto approcciare l’argomento con una forzata prossimità.

Nel Natale dei 35 anni di Lidia, a pochi mesi dal suo trentaseiesimo compleanno, l’esperienza della maternità irruppe nella sua vita anche se a distanza di sicurezza. E si incrociò col tema delle vacanze, del Natale, delle ferie sempre più separate da Alberto, della condivisione dello svago e del divertimento. Dello spazio per sé e quello da dedicare alla coppia.

Con una violenza inattesa questi temi scalciavano per farsi spazio nella testa di Lidia. Facevano a pugni con la sua razionalità, che fino a quel momento l’aveva salvata da tutti i pensieri scomodi riguardo all’avanzare dell’età.

2 pensieri su “Le vacanze di Natale

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...