Trentacinque anni, l’indipendenza economica, la convivenza.

Molte donne sono ferme a questo punto. La loro non è ancora una vita definita e preferiscono restare sulla soglia, indecise se oltrepassare o meno il limite verso qualcosa di definitivo. La loro è una quasi vita. Il tempo sospeso che intercorre tra il non-più-ragazza e l’essere donna, moglie, madre, lavoratrice.

Le trentacinquenni della quasi vita hanno raggiunto l’indipendenza economica, hanno imparato a vivere nel modo che più le aggrada, a sviluppare una maggiore consapevolezza di se stesse e dei loro reali bisogni. La felicità per loro è un valore non negoziabile e per questo non cedono alla tentazione del compromesso. Nel tempo della quasi vita puoi ancora provare a lasciare un lavoro che non ti piace per cercarne uno che ti piace di più, puoi decidere di non metterti un anello al dito se non ne sei realmente convinta, puoi dedicare il tempo libero a te stessa senza provare sensi di colpa.

La quasi vita sembra superficiale, ma non lo è affatto. È una conquista, un privilegio o un risultato dei nostri tempi, dove la realtà non è ancora realtà e il desiderabile sembra ancora possibile.

La prospettiva di cosa farai a 45 anni non ti turba così come non ti turba la probabile riduzione della tua fertilità. Almeno non quanto ti turba la prospettiva della tua infelicità. Se un giorno vorrai un figlio… beh c’è sempre tempo!

2 pensieri su “La quasi vita

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