La joie de vivre

la joie de vivreChe poi voglio dire, non è che mi devo programmare per forza tutta la vita in una settimana o che ne so… non è che devo pianificare tutto il mio futuro prossimo adesso, in questo istante. Certo non sono sicura che voglio rinunciare davvero a tutto, cioè in fondo la vita di coppia mi è sempre piaciuta e poi chi me lo dice che davvero so stare da sola… dopo tutti questi anni poi, 6 anni, mica sono pochi. Non sono pochi per niente e prima di lui altri 4 anni con Emiliano. Insomma tra uno e l’altro fanno 10 anni, ma anni fa da sola non ci volevo stare, mah… eppure adesso sono felice, sto bene, e allora com’è che poi a un certo punto si cambia così?

Da quando è finita la sua storia con Alberto il cervello di Lidia si attorcigliava ogni tanto intorno a questo genere di pensieri. Il problema era che non si sentiva quasi mai triste, o almeno, non in maniera insopportabile e questo, proprio questo, le sembrava strano. Anche perché le arrivavano notizie di lui che non se la passava affatto bene. Ma questo era l’unico dispiacere in grado di provare, quello per la sofferenza di lui, perché lei, invece, si sentiva pervasa da una strana e incontenibile joie de vivre. E questa sensazione, seppur bella e spassosa, ogni tanto la spaventava. E mentre i suoi amici e le persone a lei care continuavano a dirle “ma sai che ti trovo proprio bene” lei ogni tanto si sentiva in colpa, ogni tanto, invece, si chiedeva “ma perché non l’ho fatto prima?” e dove tutto questo l’avrebbe portata, proprio non se lo riusciva a immaginare.

Erano cominciate a capitarle strane casualità, coincidenze, sincronicità. Gente dal passato che tornava. Come un suo ex che non vedeva da 7 anni, che l’aveva fatta soffrire, che lei aveva sempre considerato un po’ anaffettivo. Aveva voluto rivederla solo per chiederle scusa perché “non ho fatto abbastanza per tenerti con me” e per dirle “in tutti questi anni ho sempre pensato a te come alla madre dei miei figli” e lei era rimasta senza parole, ma profondamente colpita da quella spontaneità e dal coraggio nel rivelarle quel sentimento. E poi la sua amica, persa per anni e poi ritrovata in vacanza per caso al parcheggio di un lido sulla riva di Ostuni. Se ne era andata in giro per il mondo tra ashram, monasteri tibetani e luoghi in cui si pratica il digiuno e la purificazione, ma poi aveva fatto rientro nel comodo e confortevole occidente stranamente ingrassata e piena di parassiti. “Stai proprio bona” aveva detto a Lidia appena l’aveva vista uscire dalla macchina “e tu che cacchio hai fatto al tuo corpo eh?” le aveva risposto Lidia. Quelle amiche, in grado di capirti sempre, con cui puoi scherzare, che capiscono la tua ironia, le parole che usi, come può fare solo chi ti conosce bene. “Che ho fatto, niente, un po’ di cazzate e ora mi sto rimettendo in sesto“ “Non si può sparire per anni così, il cellulare ce l’hai di nuovo?”  “Ce l’ho, ce l’ho, stesso numero di sempre e comunque sei tu che te ne sei andata a vivere con quello e mi hai abbandonata sul più bello” “Ma smettila, quanto mi sei mancata!” “Anche tu”, “Comunque con quello non ci sto più”.

Ma prima dei ritorni dal passato, ci sono state le persone nuove. Una strana e inaspettata amicizia con uno scrittore cinquantenne ad esempio. A cui aveva cominciato a raccontare con una spontaneità inattesa le sue piccole paturnie da post relazione finita, quelle sentimentali in generale, quelle da voglio-fare-la –scrittrice-ma-non-so-se-sono-davvero-brava e lui che stava lì con una pazienza altrettanto inattesa e sorprendente ad ascoltarla e a darle consigli sempre azzeccatissimi e a raccontarle a sua volta tutti i cavoli suoi. Se la voleva fare? Forse. Ma per il momento ne è nata una bella amicizia e per lei è decisamente entusiasmante poter chiacchierare con un cervello di quella portata.

E poi ci sono state le serate trascorse a bere vino con gli amici, quelle a leggere i racconti di Alice Munro, quelle a provare per finta l’abito bianco dell’amica che si sposa. E poi l’estate, il sole e il mare della Puglia in cui è cresciuta, gli aperitivi sulla spiaggia, le lunghe chiacchierate con le amiche, la passione ritrovata per la danza e per la scrittura.

Insomma Lidia ha riassaporato la pienezza della vita e adesso si aspettava solo cose grandiose. Non si sarebbe piegata per nulla al mondo ad una vita insipida e fatta di compromessi. Nella sua testa non le era ancora chiaro cosa avrebbe dovuto aspettarsi, le sue sensazioni erano per lei l’indicatore sulle persone e le situazioni, quando stava bene ed era felice andava avanti, altrimenti mollava, tagliava i rami secchi, era sempre all’erta, alla ricerca solo di cose e persone belle.

Le amiche che sono diventate mamme

Greta e Pietro hanno ospiti a cena.

Verranno qui per le 8.Disinfettiamo tutto e teniamo fuori il gatto che Valeria sta in fissa con la toxoplasmosi.

Dicono che le trentacinquenni di oggi non fanno figli perché sono vittime di quest’epoca di precariato, instabilità e assenza di diritti. Eppure un tempo le donne nemmeno lavoravano (i loro mariti magari si), quindi di che diritti parliamo? O erano forse delle pericolose sprovvedute? Leggi altro

Please don’t “like” me

Dunque, Elisa e Davide si sono conosciuti grazie a un algoritmo. Lui ha digitato la parola “populista” ed è finito sul suo blog, ha lasciato un commento, lei ha risposto, lui pure, lei di nuovo, lui di nuovo, poi ha cominciato a seguirla su facebook, poi su twitter, poi pure su instagram, qualche like, retweet, poi lei gli ha dato il suo numero, tre mesi in chat e sono usciti insieme. Di tempo quindi, prima di conoscersi di persona, ne hanno messo un bel po’. Leggi altro

Cibo stra condito e quella insana passione per la scrittura

Ogni tanto Greta  torna a casa dai suoi per il week-end. Parte il venerdì pomeriggio per fare rientro alla domenica. I suoi abitano in un gradevole paesino della puglia, uno di quelli che si popolano solo ad agosto di turisti dal nord Italia che si stupiscono per qualsiasi cosa abbia una parvenza di semplicità. I sapori, il mare, l’aria, il contadino col suo carretto all’angolo della strada a vendere i prodotti del suo orto, i ristoranti lungo il mare coi tavolini di plastica, le tovaglie di carta e i camerieri un po’ sbrigativi. Leggi altro

Percorsi irregolari verso la maternità

La storia di Carolina, l’amica di Lidia che ha da poco scoperto di essere incinta, e del suo casualissimo percorso verso la maternità, meritano un po’ di spazio all’interno di questo blog. Se non altro perché, a differenza delle nostre protagoniste che tutto sommato hanno delle relazioni più o meno stabili, ma che hanno scelto per il momento di non diventare madri, la vita sentimentale di Carolina è sempre stata piuttosto scombinata e il buon senso vorrebbe che, in casi come questo, un minimo di giudizio prevalga su un’apparente dissolutezza. Leggi altro